L’analisi bioenergetica nel trattamento dell’ansia e degli attacchi di panico

Disturbi d'ansia

Nel trattamento dell’ansia o degli attacchi di panico, l’analisi bioenergetica è un modello di psicoterapia particolarmente indicata, proprio per l’attenzione che presta agli stati corporei.

Se pensiamo infatti ai sintomi tipici dell’ansia, ci accorgiamo che hanno davvero molto a che fare con il corpo: si comincia a tremare, aumenta il battito cardiaco, ci si sente soffocare; in generale si ha la sensazione di perdere il controllo del corpo: le gambe non reggono, la vista è sfocata, la testa gira. Lavorare quindi su questi aspetti corporei è un aspetto centrale per provare a risolvere questo disagio.

Facciamo qualche esempio.

Innanzitutto il trattamento dell’ansia secondo il modello bioenergetico è strettamente legato al lavoro sul respiro: ogni persona ansiosa ha difficoltà nella respirazione e, d’altra parte, qualsiasi difficoltà respiratoria comprensibilmente genera ansia. Sciogliere le tensioni corporee del collo, della gola, del diaframma che impediscono una piena respirazione è dunque necessario per sciogliere l’ansia. Riuscire ad avere un respiro più fluido e profondo abbassa in maniera considerevole il livello di ansia e aiuta anche ad affrontare e a gestire gli attacchi di panico.

Un altro lavoro assolutamente necessario nella terapia bioenergetica sull’ansia è quello sul grounding. Come dicevo, chiunque si è trovato in uno forte stato ansioso sa come uno dei sintomi corporei è quello di non riuscire a percepire il proprio corpo, in particolare i piedi a terra e contemporaneamente una sensazione di offuscamento mentale, la testa che gira e una disconnessione dalla realtà del momento che impedisce di sentirsi presenti a se stessi. Concentrare l’attenzione sull’appoggio dei piedi a terra e rinforzare le gambe aiuta a recuperare velocemente una sensazione di stabilità e sicurezza che automaticamente ci libera dall’ansia.

Diverse persone che vengono in terapia per questo tipo di problematica, riferiscono che, nel corso di una crisi di ansia o anche di un attacco di panico, hanno la necessità di alzarsi in piedi e di camminare, oppure di darsi un contatto sulle gambe o anche su tutto il corpo per tornare a percepirlo. Questo me lo dicono all’inizio del percorso terapeutico, quando ancora non hanno avuto modo di sperimentare il lavoro corporeo, a dimostrazione del fatto che questa a volte è l’unica strada possibile per uscire da questo tipo di malessere e il corpo la indica spontaneamente.

Anche l’appoggio è fondamentale nel trattamento degli stati ansiosi: sentirsi appoggiati, percepire di avere un punto di appoggio o il sostegno fisico di un’altra persona è molto rassicurante.

In conclusione, nel lavoro sull’ansia, l’obiettivo della terapia bioenergetica è quello di aiutare la persona a percepire i propri stati corporei. Solo se mi accorgo di avere il respiro bloccato o affannato, di essere troppo nei pensieri e di non percepire il corpo, di non sentire l’appoggio, posso provare a respirare più regolarmente o profondamente, a spostare l’attenzione sul corpo e sui suoi punti di appoggio. Tutto ciò gradualmente mi porta a prevenire l’ansia o l’attacco di panico. Se conosco i miei stati corporei, posso imparare quali mi aiutano a stare meglio e, a forza di farne esperienza, la memoria del mio corpo li registrerà, fino a che diventeranno automatici e prenderanno il posto di quelli passati.

Se quando sono in ansia o durante un attacco di panico dico: ”mi manca la terra sotto i piedi”, vuol dire che ho bisogno di sentire il grounding. Se dico: “mi manca l’aria”, vuol dire che ho bisogno di respirare. Se dico: “non mi sento sostenuta”, posso appoggiarmi fisicamente a qualcosa o a qualcuno.

Le espressioni corporee che utilizziamo per descrivere come ci sentiamo, non sono metafore, non sono modi di dire simbolici, ma descrivono concrete sensazioni e reali bisogni del corpo. Se diamo loro ascolto, abbiamo trovato la bussola che ci orienta nel trovare la soluzione al nostro malessere.

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