Appunti di viaggio. L’importanza del corpo nella ricerca di sé

Psicoterapia, Psicoterapia corporea

Mi è capitato oggi sotto gli occhi un passo di Seneca che dice: “Devi cambiare animo, non cielo. Perchè ti stupisci se viaggiare non ti serve? Porti in giro te stesso. Ti perseguitano i medesimi motivi che ti hanno fatto fuggire” (Seneca – Lettere a Lucilio)

Prendendo spunto da queste parole, mi sento di condividere alcune riflessioni e domande sul senso del viaggio.

Qualcuno parte perchè dice: “mollo tutto e me ne vado”.
Prima domanda: da cosa sto scappando? Ci sono parti di me che vorrei mollare? Quali?

Riflessioni: in bioenergetica il termine “mollare” può indicare la possibilità di rilasciare le tensioni corporee e permettere così all’energia vitale di tornare a fluire. Per comprendere se c’è davvero qualcosa di esterno da mollare e per sentirmi libera di lasciare davvero quello che là fuori mi inquina e non mi serve, ho bisogno innanzitutto di mollare qualcosa dentro di me.
Il punto è che se “me ne vado” non ci riuscirò, perchè per riuscire a mollare qualcosa devo prima sentire cosa sto trattenendo e quindi devo essere in grado di percepirmi. Per percepirmi non devo andarmene ma, al contrario, devo essere presente.
Sento che sto trattenendo qualcosa? In quali parti del corpo? Che forma ha? Cosa accade se mollo quello che sto trattenendo? Posso provarci?

Qualcuno invece parte dicendo “vado in cerca di me stesso”.
Prima domanda: in che modo penso di potermi trovare al di fuori di me? In che cosa (o in chi) mi cerco? E se, invece di chiedermi dove posso andare, mi chiedessi come fare per riuscire a restare?

Riflessioni: “io sono il mio corpo”, dice Lowen. Per cercare me stessa devo cominciare a viaggiare all’interno del mio corpo, per scoprire le mie sensazioni, i miei movimenti interni, i miei livelli energetici ed i miei eventuali blocchi.
Per cercare e trovare me stessa, provo a prendere contatto con il mio corpo e mi chiedo: mi sento comoda in questo momento? Come sto respirando? Posso percepire il contatto di ogni parte del mio corpo sulla sedia se sono seduta, sul materasso se sono sdraiata? Posso percepire il peso del mio corpo, le sensazioni di caldo, freddo, del contatto della pelle con i vestiti? Se sono in posizione eretta, com’è l’appoggio dei miei piedi per terra?
Queste sono solo alcune domande fra le tante possibili, domande che comunque riguardano me, i miei stati interni. Posso incuriosirmi davvero e allora cercarmi, forse per trovarmi davvero.

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