L’esperienza del sogno nella terapia psico-corporea

Psicoterapia, Psicoterapia corporea

Chiunque ha avuto esperienza di psicoterapia, ma anche chi non l’ha avuta, probabilmente sa che uno degli elementi sui quali si lavora in seduta sono i propri sogni. Se la persona ne ha voglia può condividere con il terapeuta i sogni che fa.

In analisi bioenergetica il sogno non viene interpretato, ma piuttosto viene anch’esso sempre esplorato a livello esperienziale e questo avviene in vari modi e a vari livelli. Vediamone alcuni.

Raccontare il sogno utilizzando il tempo presente.

Se ci facciamo caso, i sogni vengono sempre raccontati al passato (“ero per la strada”, “ho incontrato un uomo”, “la stanza era vuota”). Quasi sempre chiedo di provare a rientrare nel sogno e provare a rievocarlo, magari anche chiudendo gli occhi, e di raccontarlo tutto al presente. Mentre la persona “rivede” le immagini, può così descriverle: “sono per la strada, incontro un uomo, la stanza è vuota”. Se facciamo questa prova, ci accorgiamo subito di quanto il racconto diventi subito più intenso, più reale e di come riusciamo a rivivere il sogno in maniera “incarnata”, recuperando emozioni, sensazioni corporee e anche particolari che magari ci erano sfuggiti. Come se realmente stessimo vivendo quella situazione.

Lavorare attraverso i sensi

Nel sogno sono presenti odori, suoni, colori, rumori, sapori? Li (ri)conosci? Cosa ti ricordano o che cosa ti evocano? Da questi elementi sensoriali nascono sempre molte associazioni legate alla propria storia presente o passata.

Esplorare la sensazione a livello corporeo

La prima domanda che faccio quando qualcuno mi racconta un sogno è: “Cosa provi in questo sogno (o in questa scena del sogno)?”. La persona può dire varie cose, ad esempio: “mi sento in trappola”. Allora posso chiedere di esprimere con una posizione del corpo questa sensazione e poi magari di lasciare emergere da quella posizione un movimento spontaneo, poi anche una parola. Se questo è troppo difficile, chiedo semplicemente che, sempre a partire dalla sensazione che si prova, la postura, il movimento, la parola siano solo immaginati.

Questi sono solo alcuni esempi di come nell’analisi bioenergetica si può lavorare sui sogni a livello esperienziale. In altri termini, si può quindi dire che, secondo l’approccio psico-corporeo, non c’è bisogno di interpretare cognitivamente il significato del sogno perché questo emerge spontaneamente grazie all’esperienza sensoriale che evoca. Esplorando il sogno a livello corporeo attraverso sensazioni, movimenti e parole, possiamo quindi trattarlo come il racconto di un fatto reale, dal quale emergono emozioni, associazioni, ricordi e pensieri che ci dicono sempre qualcosa di interessante e di nuovo rispetto a noi stessi.

Il lavoro esperienziale sui sogni si può fare anche in gruppo. In questo contesto, un partecipante racconta un suo sogno e poi lo mette in scena, scegliendo tra gli altri partecipanti i vari personaggi che poi interpreteranno a loro modo il ruolo che gli è stato dato.

Ritengo che i sogni siano un materiale davvero prezioso e poterci lavorare, soprattutto in maniera creativa, apre una strada veramente importante nella conoscenza di sé. Questo tipo di lavoro sul sogno può aiutarci a sciogliere blocchi e nodi profondi, liberandoci da conflitti presenti in noi anche da un tempo molto antico.

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