Farsi o disfarsi? Riflessioni sul significato del termine “farsi”

Tossicodipendenza

Di sicuro non è facile scrivere qualcosa sulla tossicodipendenza, un po’ perchè sull’argomento è stato scritto e detto davvero molto, un po’ per la molteplicità e la complessità degli elementi collegati a questa problematica.
Non è quindi mia pretesa scrivere qui sull’argomento qualcosa di esaustivo, nè tantomeno di “scientifico”.
In queste righe vorrei solo aprire una breve riflessione sull’aspetto contraddittorio, ambivalente, che contraddistingue le personalità tossicodipendenti e vorrei farlo semplicemente attraverso l’analisi del termine “farsi”, usato nel loro gergo, in contrapposizione al risultato che realmente ottengono, che è quello di “disfarsi”.

Se si pensa al verbo “fare” vengono in mente alcune espressioni che indicano che io faccio qualcosa: ad esempio “faccio un quadro” (creo qualcosa) oppure “faccio un mobile” (costruisco qualcosa).

Nella forma riflessiva invece si può dire per esempio “farsi bella”, cioè fare in modo di diventare o di sembrare bella, creare quindi un’immagine di sè utilizzando qualcosa (ad esempio il trucco).

Quando il tossicodipendente dice che “si fa di eroina” si riferisce alla sensazione provata a livello cosciente di “riempirsi di eroina” e contemporaneamente di svuotarsi dal dolore, dalla rabbia, dalla tristezza. L’eroina infatti “lo fa” sentire felice, “lo fa” sentire caldo, “lo fa” sentire forte.
Quando il tossicodipendente dice “mi faccio di eroina”, sta inconsciamente dicendo che ha bisogno dell’eroina per diventare qualcuno, per sentirsi qualcuno, per avere la percezione di sè. E’ quindi come se, “facendosi”, costruisse, creasse un’immagine di sè.

Questo è vero per qualsiasi tipo di droga.

Tuttavia non si può essere persona senza provare emozioni autentiche; quindi il tossicodipendente che si illude di eliminare la rabbia o il dolore e che prova una felicità soltanto artificiale non si sta certo “facendo” quanto piuttosto “disfacendo”: se tutto quello che prova o non prova non è reale, non è un individuo realmente vivo, perchè illusorio è il contatto che ha con se stesso.

Uscire da una storia di tossicodipendenza non è facile, ma nemmeno impossibile: con l’aiuto di una persona esperta, infatti, chi lo vuole, può tornare a vivere davvero.
L’importante è decidere di cominciare a “farsi” soltanto di se stessi.

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